Psicologia — 14 settembre 2011 01:06

Anti-aging, a cominciare da dentro

Sulle riviste specializzate il termine anti-aging viene riportato per lo più con un significato esteriore, “estetico”. In realtà parlare di anti-aging vuol dire affrontare una serie di aspetti molto più importanti dell’apparire, del mantenere un aspetto giovane e fresco. Significa avere nella mente una visione globale della persona umana, affrontare il problema tenendo sempre presente che ogni persona ha un corpo, una mente, dei vissuti interiori, delle fantasie: un mondo “psicologico” che è sempre molto presente anche se si parla di “corpo”.

L’atteggiamento di comprensione e valutazione del problema dovrebbe essere olistico. La mente e il corpo valutati in un unico approccio. Per questo motivo si può dire che la medicina anti-aging non è principalmente medicina estetica, ma riguarda il “dentro del corpo” nei vari aspetti organici, metabolici, ormonali e anche psicologici.

È importante quindi spostarsi dal piano esterno, regno degli interventi estetici, delle rughe, della perdita di tonicità della pelle e dei suoi contorni, all’aspetto interno e interiore del funzionamento biologico e psichico.

La psicoanalisi si occupa del “dentro”, del mondo interno e delle fantasie delle persone relative alle fasi specifiche del cambiamento biologico. Se l’obiettivo che vogliamo porci è quello di condizionare l’invecchiamento cercando di contrastare le patologie degenerative, credo sia non solo di enorme interesse, ma addirittura fondamentale affrontare con i pazienti, prima di intervenire, le loro aspettative, le loro fantasie che sono presenti nella richiesta di migliorare la fase del loro invecchiamento.

Faust fu deluso dalla scorciatoia suggerita da Mefistofele non appena scoprì che la magia della pozione poteva restituirgli solo l’aspetto e non i pensieri della verde stagione della giovinezza. Dobbiamo sempre tenere presente che dietro una richiesta di migliorare il proprio aspetto esteriore e il proprio funzionamento biologico si mobilitano aspetti profondi della propria personalità che si coniugano alla propria autostima, alla capacità di elaborare i passaggi della vita, alle conflittualità presenti (di origine profonda) che riportano a galla la stima o non, per se stessi.

Leopolda Pelizzaro Frisia

Psicoanalista S.P.I.I.P.A.

leopoldapf@tiscali.it

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