Psicologia — 31 ottobre 2011 10:00

GENITORI SEPARATI E BENESSERE DEI FIGLI

È possibile garantire la felicità ai bambini di genitori separati? Wellness Oggi ha intervistato Silvia Negri, socia fondatrice dello studio di consulenza e ricerca educativa Periplo, pedagogista specializzata nella motivazione allo studio in bambini e ragazzi con difficoltà e disturbi dell’apprendimento e Isabella Viganò, socia fondatrice di Periplo, professional counselor a indirizzo gestaltico.

Per due genitori, quali possono essere i fattori cui fare maggiore attenzione durante una separazione?

Purtroppo non esistono ricette o istruzioni per l’uso per affrontare al meglio un’esperienza che anche nei migliori dei casi è dolorosa e richiede la messa in campo di grandi risorse energetiche ed emotive per continuare a ricoprire il ruolo genitoriale  mentre si cerca di chiudere la relazione di coppia. Ciò che ci sentiamo di dire è che è molto importante, rispetto ai figli, accogliere e accettare la loro rabbia e la loro sofferenza: non  cercare di negarle per sedare i propri sensi di colpa ma piuttosto legittimare i loro sentimenti e le loro emozioni “negative”, le loro reazioni “scomposte” e aiutarli nella loro elaborazione, facendo sempre molta attenzione a tenere aperto un canale di comunicazione.

Crediamo che sia sicuramente importante aiutare i figli, ma anche e soprattutto se stessi, a vedere gradualmente la separazione non solo come la fine di qualcosa ma anche come l’inizio di una nuova fase della vita, durante la quale tutti insieme, si lavorerà per ri-trovare un nuovo equilibrio familiare e ri-progettare un modo nuovo di stare insieme pur se in case diverse e in futuro con partner diversi. Anche nei casi di separazioni molto conflittuali è importante non dimettersi dal ruolo genitoriale né strumentalizzare i figli come arma contundente o oggetto di contrattazione: il doppio ruolo di genitore e parte di una coppia che sta chiudendo un suo percorso può a volte sembrare un impegno insostenibile ma è ineludibile.

Per reggere questo titanico lavoro  legato al mantenere e ridisegnare il ruolo genitoriale affrontando parallelamente la  fine di una relazione amorosa  di coppia, pensiamo sia altrettanto importante dare spazio alla propria sofferenza di adulti, non temere di chiedere aiuto, non negare la fatica e il dolore che si prova affrontando quello che è certamente uno degli snodi esistenziali più faticosi da affrontare. Si potrà essere convincenti e “sufficientemente sani” come genitori solo a patto di essere molto onesti con se stessi, accettando i propri limiti, le proprie difficoltà, le proprie responsabilità, mettendo al centro dei propri sforzi non la demolizione dell’altro/a ma la costruzione di un nuovo progetto di vita separati ma insieme.

Quali sono le possibili reazioni in ambito scolastico da parte dei bambini e quali campanelli d’allarme dovrebbero essere colti da insegnanti ed educatori?

Le reazioni possono essere, ovviamente, diversissime e legate alle caratteristiche del bambino e alla sua storia, ma ce ne sono due in particolare a cui prestare attenzione: il disinvestimento e il superinvestimento sullo studio e sul successo scolastico. Nel primo caso le vicende famigliari possono occupare completamente la mente e le energie del bambino e quindi allontanarlo dall’impegno scolastico, nel secondo caso il bambino può invece diventare eccessivamente diligente con l’intento di non aggravare la situazione famigliare o nella convinzione di essere una delle cause delle tensioni fra i genitori e quindi nel tentativo di allentarle o risolverle. I “campanelli d’allarme”, come in tante altre situazioni di criticità diverse dalla separazione dei genitori, sono tutti quei comportamenti del bambino che cambiano più o meno improvvisamente, che persistono nel tempo e che non sembrano particolarmente connessi al contesto scolastico: è bene ricordare infatti che il disagio dei bambini non è sempre  legato a situazioni famigliari o della vita extrascolastica, ma più spesso di quanto si creda sono originate da difficoltà di relazione fra il bambino e l’ambiente scolastico, difficoltà che vanno indagate, comprese e su cui si dovrebbe intervenire con gli strumenti educativi e didattici di cui gli insegnanti dispongono.

Cosa possono fare i genitori nei confronti della scuola e la scuola nei confronti dei genitori per sostenere il bambino nella delicata fase di separazione?

Se i genitori comunicano alla scuola di essere in fase di separazione e i modi in cui la stanno gestendo con il figlio, possono dare delle informazioni importanti per evitare che le insegnanti ne vengano a conoscenza, con situazioni potenzialmente imbarazzanti, dal bambino stesso. Inoltre i docenti hanno la possibilità di attivare quel monitoraggio sul comportamento del bambino che è particolarmente prezioso sia per cogliere i campanelli d’allarme di cui si diceva, sia per intervenire sul piano educativo e didattico in modo coerente e adeguato ai bisogni che il bambino esprime. Inoltre, è fondamentale che le insegnanti non siano in alcun modo valutative o giudicanti nei confronti della decisione presa dai genitori né tantomeno sul modo in cui hanno deciso di gestire la relazione con il figlio durante la separazione: è più importante che si concentrino sulla condivisione dei comportamenti da tenere con il bambino nel caso in cui si confidi, oppure faccia domande alle maestre su quanto sta succedendo in famiglia, di modo che le comunicazioni siano il più possibili coerenti e non confusive.

Per contattare Silvia Negri e Isabella Viganò: 

silvia.negri@periplo.org

isabella.vigano@periplo.org

 

2 Commenti

  • Sono una donna di 41 anni a gennaio all’ottavo mese della secondo gravidanza ho scoperto che il mio compagno aveva una vita parallela a novara. Ora sono in fase di separazione….lui nega tutto da sempre …ho provato a recuperare il rapporto per il bene dalla bimba grande ma il tentativo e fallito. Ora mi segue una psicologa ,giorgia la bimba ha assistito a grandi litigate, purtroppo non sono stata capace di trattenermi……l’ultima e’ accaduta ieri e quando senti tua figlia che dice : dagli ancora un altra possibilita’ :ti senti il mondo addosso..io non so più cosa fare sto diventando pazza e ho l’udienza il 4 ottobre …..

  • Devi fare cio’ che senti sia giusto per te, ora. Coraggio. Ma poi, com’e’ andata?

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