La depressione natalizia

La depressione natalizia può essere considerata un vero e proprio malessere. Nel 1981 venne realizzato in America uno studio (Feelings about Christmas, as reported by psychiatric emergency patients, Velamoor, Varadaraj et al) che evidenziò alcuni sentimenti stressanti durante il periodo di Natale: dal senso di solitudine, alla mancanza di una famiglia, dall’emergere di ricordi alle preoccupazioni economiche, oggi più che mai attuali. La depressione natalizia ha dei tratti in comune con quella che in psicoanalisi viene definita “reazione da anniversario”.

Il primo a parlarne fu Freud, spiegando come in alcune ricorrenze della vita possano emergere sentimenti o emozioni in apparenza poco in linea con gli accadimenti attuali ma legati invece a eventi del passato complessi o problematici, che a suo tempo non è stato possibile elaborare e che tendono quindi a riproporsi. Durante le feste di Natale i regolari ritmi di vita si alterano: pause di lavoro, convivenza prolungata e forzata con parenti e persone che magari si frequentano poco durante l’anno. Oltre a tutto ciò, la cultura della felicità e del divertimento a tutti i costi ci “costringe” ad essere allegri anche quando non lo siamo, facendoci sentire inadeguati.

Le soluzioni esistono: si possono acquistare i regali online attraverso i siti di e-commerce, evitarli tout court e magari devolvere le somme destinate per i doni a organizzazioni di beneficenza, oppure, se proprio l’idea di trascorrere il Natale a casa con amici e parenti vi fa stare male, progettare come in un racconto di John Grisham, una vera e propria fuga dal Natale.

Fonte: Essere e Benessere

 

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