LO YOGA PER I BAMBINI

Mentre si sperimentano nuovi inquietanti farmaci da destinare ai più piccoli per il controllo dell’iperattività e per la stimolazione di memoria e concentrazione, lo Yoga si sta felicemente diffondendo sempre più nel mondo dell’infanzia, parlando il linguaggio semplice del gioco e della spontaneità: i risultati sono sorprendenti.

Ne parliamo oggi con un illustre rappresentante di questa nuova frontiera psicopedagogica: Daniele Durante, psicologo con competenze di ricerca su problemi dell’infanzia e dell’adolescenza (può essere contattato via email all’indirizzo duranted@libero.it).

Caro dott. Durante, uno degli aspetti fondamentali dello Yoga è quello di formare individui armonici, capaci di ascoltare se stessi e di integrare vari aspetti della propria personalità. Cosa pensano le nuove scienze a tal proposito?

Lo Yoga è un modo completo e arricchente di avvicinare i bambini alla conoscenza della mente e del corpo perché sostiene la loro naturale curiosità e amplifica le possibilità di connessione con l’ambiente e con le persone, rendendoli coscienti di certe pessime abitudini per lo più apprese dagli adulti (cattiva postura, portamento incerto, modo di alimentarsi disordinato…). Lo Yoga è un modo vitale di restituire ai piccoli la possibilità di creare un loro spazio di riflessione e di tranquillità, lontano dalla iper-stimolazione esterna. Respirazione appropriata, rilassamento profondo ed esercizio fisico sono sempre più riconosciuti dalla comunità scientifica quali potenti strumenti di autoregolazione e d’integrazione dell’esperienza psico-corporea ed emozionale. Lo Yoga aiuta i bambini a far risuonare i loro stati interni e quindi a riconoscere ciò che vive in loro sotto forma di esperienze e sensazioni nella loro transitorietà. Si sa, inoltre, che chi cerca di trovare equilibrio nell’immobilità, finisce inevitabilmente per perderlo. I bambini giocano e si muovono in continuazione e lo Yoga integra e nutre questi loro bisogni perché a partire da essi consente di giungere più facilmente a una condizione di equilibrio. Questo è ciò che tutti i genitori vorrebbero vedere nei loro figli e di cui vorrei veder dotate le nuove generazioni, educate ad apprezzare ciò che hanno e maggiormente capaci, magari attraverso lo Yoga, di apprendere innumerevoli modi di entrare in relazione con le cose e con se stessi.

Quali sono gli effetti della pratica yogica sullo sviluppo della personalità e sulla salute psicofisica del bambino e dell’adolescente?

Gli studi riportano una stabilizzazione degli effetti sulla riprogrammazione dei circuiti neuronali in modo lento, graduale e non invasivo. La lista degli effetti positivi è molto lunga, ma possiamo riassumerli in tre gruppi di risultati: 1) sulle funzioni cognitive superiori, 2) sulle funzioni motorie; 3) sulla percezione sensoriale e dello spazio. Gli studi più accreditati riportano: miglioramento delle prestazioni di memoria visuo-spaziale, miglioramento della capacità di pianificazione e di decisione strategica; con la pratica reiterata, benefici sulla coordinazione mano-occhio, sulla destrezza manuale, sulla motricità fine e sul tono muscolare delle mani necessario per una buona presa. Sono stati riportati anche effetti sul miglioramento della visione nella profondità di campo. Tra gli studi più accreditati per rigorosità scientifica spiccano quelli che citano effetti di potenziamento sulla memoria e sul livello di concentrazione. In uno studio del 2004 sul comportamento di bambini con ipercinesia, si è osservata una significativa riduzione dei sintomi con effetti di alleviamento anche sul comportamento a scuola. Degna di nota è la possibilità che i farmaci per contrastare l’ADHD, assunti dai piccoli nel corso dello studio, non abbiano aggiunto nulla di più di quanto non abbia sortito il programma di trattamento Yoga svolto con il coinvolgimento di entrambi i genitori. Inoltre, gli effetti dello Yoga sulla salute dei bimbi comincia già nell’utero materno. Narendran e la sua équipe hanno osservato una riduzione statisticamente significativa delle complicanze nelle donne in gravidanza praticanti Yoga come l’ipertensione, i ritardi nella maturazione del feto e i rischi di nascita pre-termine. La pratica yogica influisce beneficamente anche sui disturbi della condotta alimentare negli adolescenti.

Dunque, alla luce delle ultime inquietanti sperimentazioni di psicofarmaci su bambini molto piccoli per aumentare memoria, concentrazione e ridurre iperattività, lo Yoga non è solo una speranza ma diventa una necessità…

Non siamo certo negli Stati Uniti e qui in Italia gli psicofarmaci vengono ancora utilizzati in percentuali molto basse a scopo compensativo con bambini che presentano disturbi neuropsichiatrici o neurologici specifici. Se anche ne fossero comprovati indiscutibilmente i benefici nel potenziamento della memoria e della concentrazione e nella riduzione dell’irrequietezza, esiste, per converso, un ragguardevole numero di pubblicazioni scientifiche che attestano che lo Yoga generi effetti simili all’uso di psicofarmaci, ma con un numero pressoché nullo di effetti collaterali. Se si vuole proprio trovarne uno, il tempo. Ci vogliono dalle 5 alle 10 sedute di pratica per vedere benefici profondi di vario tipo. L’attesa viene ripagata, comunque, da effetti di più lunga durata che i bambini possono provocare a piacimento con l’apprendimento delle tecniche. Gli psicofarmaci possono, sì, dare effetti immediati, ma rapidità non significa accuratezza. Parafrasando Shakespeare, il fuoco che scalda più a lungo non è quello che divampa più rapido.

Intervista a cura di Silvia Carri, naturopata.

s.carri@tiscali.it

 

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