Perché si diventa “bamboccioni”

Ultimamente tutti i media riportano giudizi, interpretazioni sui “bamboccioni/e”, novelli Peter Pan che non lavorano, si laureano tardi e in pratica allungano il loro periodo adolescenziale sino a raggiungere età che vanno dai 29-30anni in poi… e che preferiscono “ stare nel limbo” protetti, curati e amati dalla famiglia d’origine. Non tutti evidentemente ma, ad un’analisi approfondita, anche se poi lavorano, queste persone psicologicamente non si possono inserire nella categoria dei “rappresentanti” del mondo adulto che è responsabile di ciò che fa e che è normalmente aderente al principio di realtà. Individui che per alcuni aspetti di personalità non si sono mai separati dalla famiglia d’ origine. Rimane quel cordone ombelicale con i genitori che permettono loro di “ illudersi” di essere adulti costruendo un falso sé che imita l’adulto ma che non lo è. Sono persone che in famiglia non hanno trovato spazio per una crescita autentica, che non hanno trovato figure genitoriali capaci di proporre modelli evolutivi di crescita e responsabilità personali. Sono persone che non si sono mai anteposte o ribellate e che hanno preferito o preferiscono rimanere sotto l’ala protettiva di genitori conniventi a tale stato psichico.

Preferiscono stare nel proprio autocentrismo, non sono in grado di tollerare una minima frustrazione che la vita (quella al di fuori della famiglia) pone a tutti. Rimangono imbrigliati nel desiderio dell’ ottenere facilmente tutto e subito, dove non esiste impegno e fatica per il conseguimento di progetti desiderati. Da più parti si parla di “società narcisistica”, di fragilità personologica, di aumento rilevante di attacchi d’ansia e di panico, di depressione giovanile, di difficoltà nel costruire e mantenere relazioni affettive.

È vero, ma proprio facendo una analisi delle loro storie e dei movimenti giovanili si scoprono altri e fondamentali motivi. Le famiglie non sono più educative o direi “sanamente normative”; i ruoli dei genitori sono sempre meno autorevoli, i padri abbastanza assenti, le madri troppo accondiscendenti. Non si riesce più a dire di no rimanendo vicino ma dando regole e tollerando anche la protesta; tutto o quasi viene permesso senza dare regole strutturanti ed evolutive.

E quindi bamboccioni sì, ma in una famiglia in cui si è perso il ruolo genitoriale. A bamboccioni corrispondono genitori deboli e fragilissimi.

Leopolda Pelizzaro Frisia

Psicoanalista S.P.II.P.A.

leopoldapf@tiscali.it

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