Alimentazione — 26 novembre 2013 17:02

Caffè verde, le sue proprietà benefiche

Un nuovo tipo di caffè? No, è caffè non tostato. Scopriamo le sue caratteristiche

Il caffè che normalmente utilizziamo come bevanda subisce un procedimento di torrefazione, che include anche la tostatura, nel corso del quale il chicco di caffè viene “cotto” ottenendone quale risultato un chicco completamente diverso da quello iniziale: il caffè verde – che è il prodotto naturale originario – viene prima portato a 100° C, momento nel quale inizia a scaturire l’aroma tipico e il chicco assume un aspetto dorato, successivamente a una temperatura compresa tra i 150° C e i 180° C, il chicco aumenta di volume, diventa lucente e marrone; infine verso i 200° C – 230° C si completa il procedimento di torrefazione acquistando così il caffè il tipico profumo che lo contraddistingue.

Il chicco di caffè verde dunque, nel corso della tostatura, aumenta di volume, cala di peso, cambia di colore e sviluppa le qualità aromatiche ma perde alcune delle sue caratteristiche naturali che oggi invece sono state riscoperte. Vediamo quali sono dunque le caratteristiche naturali del caffè verde.

Il caffè verde è ricco di polifenoli, allo stesso modo del tè verde e dell’estratto di semi d’uva. I polifenoli, tra cui l’acido clorogenico contenuto appunto nel caffè verde, sono particolarmente noti per le proprie proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti in grado di aiutare il corpo nella neutralizzazione dei radicali liberi.

Nelle persone ipertese, l’acido clorogenico ha un effetto anti ipertensivo, essendo in grado di aiutare nell’abbassamento della pressione sanguigna. Di certo non può essere paragonato a un medicinale specifico ma è pur sempre un rimedio naturale completamente innocuo all’organismo e per questo si offre come valido supporto.

L’acido clorogenico, inoltre, è coinvolto nel meccanismo che determina la perdita di peso nelle persone, per due principali ragioni: in primo luogo l’acido clorogenico è in grado di riequilibrare la glicemia agendo come inibitore nel rilascio di glucosio; in secondo luogo stimola il metabolismo del fegato inducendolo a un maggiore consumo e grassi. L’azione combinata di questi due elementi determina un ostacolo all’aumento di peso e in contemporanea un supporto alla massa magra, contribuendo a impedire l’assorbimento dei grassi.

Durante il procedimento di tostatura, sopra illustrato, l’acido clorogenico contenuto nel caffè verde viene letteralmente bruciato mentre la caffeina contenuta nel caffè viene attivata: questo è la ragione che ha indotto alla riscoperta del consumo di caffè verde in contrapposizione al caffè tostato.

Il caffè verde infatti ha un basso contenuto in caffeina, aiuta a combattere i radicali liberi avendo proprietà anti infiammatorie e antiossidanti; ha proprietà anti opertensive e non da ultimo aiuta a perdere peso agendo su un maggior consumo dei grassi a livello del fegato e supportando al contempo la massa magra.

 

Questo articolo è un contributo di www.saluteinerba.com

caffè verde

 

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