Benessere — 19 giugno 2015 10:00

Crioterapia: benessere da brivido

A Monte-Carlo un trattamento shock a – 110°

terme marine monte-carloL’elegante spa Thermes Marins di Monte-Carlo ospita da qualche mese un’area dedicata a una frontiera innovativa del wellness: la crioterapia. Come il nome dal greco “kríos” suggerisce, è il freddo il protagonista di questo trattamento che può essere senz’altro definito estremo.

Siamo al piano – 3 della spa e il responsabile dell’area, fisioterapista esperto in queste tecniche e terapie manuali, Christophe Fautrier, mi accoglie dandomi tutte le informazioni necessarie per provare una sessione. Essere informati su quello a cui si va incontro è importante, non tanto perché esistano particolari controindicazioni – a patto di essere in buona salute, non avere problemi gravi di ipertensione e non essersi sottoposti di recente a un intervento chirurgico – quanto perché l’ambiente incute la prima volta una certa apprensione, nonostante lo spazio sia totalmente sicuro, ultratecnologico e attrezzato per mettere a proprio agio i clienti della spa che desiderano sottoporsi alle sessioni. Molte star come Lindsay Lohan, Demi Moore o Jessica Alba hanno già lanciato una tendenza, ma tra gli habitué ci sono anche persone comuni o sportivi che eseguono fino a tre sessioni alla settimana.

A cosa serve la crioterapia, utilizzata tra l’altro già da tempo in ambito ospedaliero? I benefici sembranocrioterapia essere parecchi e notevoli, tanto che viene definita una terapia curativa a tutti gli effetti e non solo un semplice trattamento wellness. Oltre a rassodare la nostra pelle, i muscoli ne beneficiano, può dare sollievo in seguito a traumi o eliminare le infiammazioni come la cervicale. Fa inoltre aumentare il livello di serotonina, migliorando l’umore e dando la possibilità a chi soffre di insonnia o è sfasato per via del jet-lag di risolvere questo problema.

Dopo aver firmato un modulo in cui dichiaro di stare bene, mi preparo spogliandomi e restando giusto con gli slip, per poi indossare un paio di guanti di lana, calzettoni spessi, una fascia per coprire la testa e una mascherina.

Di fronte a me, ecco quella che sembra una sauna ma che è stata concepita per ragioni opposte: come dimostra la temperatura indicata su un display esterno, l’ambiente è diviso in due sezioni, la prima ha una temperatura di – 60°C, mentre la seconda ne svela un’altra che sembra ai limiti delle possibilità di resistenza di un essere umano: – 110°C.

Come succede a questo punto? L’obiettivo, mi spiega Christophe, è di superare i due minuti nella sezione “estrema” affinché la sessione faccia effetto sul mio corpo. Posso muovermi per sopportare meglio l’impatto. La durata massima è di quattro minuti: chi vincerà la sfida?

crioterapia monte-carloApro la prima porta ed entro nella prima sezione dell’ambiente: il freddo è intenso ma si può resistere senza problemi. Dopo quattro secondi, Christophe bussa sul vetro: è il segnale concordato per aprire la seconda porta, che mi farà accedere nella seconda area. Oltrepasso il varco e mi trovo in una vera e propria cella frigorifera, con getti di ghiaccio nebulizzato. Sento la musica in sottofondo. Christophe mi guarda oltre il vetro e comunica con me attraverso un microfono col quale mi informa del tempo, che trascorre, sembra, molto più lentamente del solito.

Un minuto. Un minuto e mezzo. Mi muovo lentamente camminando in cerchio, alzando e abbassando le braccia. La pelle del mio corpo si irrigidisce, i muscoli si contraggono. Cerco di resistere anche se la sensazione è sempre meno piacevole (forse sarebbe stato meglio farsi fare un massaggio balinese, ma oramai è troppo tardi, penso). Devo resistere, devo resistere. Due minuti sono passati, mi informa Christophe facendomi i complimenti. Devo resistere, devo resistere ancora. Due minuti e mezzo. Mi verranno a recuperare ibernato a Monte-Carlo, dico a me stesso. È sempre più difficile sopportare i secondi, che sembrano durare ore. Si prova questa sensazione quando si finisce in un lago ghiacciato o si viene trafitti dai decine di coltelli? Chi bello vuole apparire un po’ deve soffrire… ma quando Christophe mi informa di aver raggiunto i tre minuti non ce la faccio proprio più: rifaccio il percorso, apro le due porte e sono finalmente uscito da quella che ai miei occhi appare, a torto, una “cabina delle torture”. Christophe mi pone subito un asciugamano sulle spalle, che sembra bollente per tutta reazione. “C’est fini”.

Dopo essermi rivestito, vengo accompagnato in un’area relax delle Thermes Marins di Monte-Carlo conmonte-carlo spa vetrata sul porto pieno di yacht. Ho bisogno solo di stare tranquillo per un po’: sauna e bagno di vapore non sono possibili, dunque non mi rimane che il lettino e la piscina di acqua marina, dove rimango con un senso di beatitudine. Mi sento decisamente bene e penso di essere pronto a sfidare di nuovo il ghiaccio. Ma non oggi, sia chiaro…

Davide Mura

 

Thermes Marins Monte-Carlo

2, avenue de Monte-Carlo

(377) 98 06 69 00

thermesmarinsmontecarlo@sbm.mc

www.thermesmarinsmontecarlo.com

Lascia un commento

— required *

— required *