Mangiare pesce durante la gravidanza

Una ricerca suggerisce di non eccedere nel consumo di prodotti ittici

Il pesce è senz’altro una fonte preziosa di vitamine, proteine e acidi grassi omega 3 a cui le donne inpesce durante la gravidanza gravidanza non devono rinunciare per garantire un corretto sviluppo del bambino. Tuttavia, secondo suggerisce una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics, il consumo di pesce per più di tre volte alla settimana sembra associato a una maggiore probabilità che il nascituro vada incontro a una rapida crescita o che diventi obeso in età infantile. La ricerca individua come principale responsabile di questo rischio il metilmercurio: la forma più tossica con cui è presente il mercurio in natura, contenuta in alcune specie ittiche e potenzialmente in grado di interferire con il corretto sviluppo del sistema ormonale dei bambini sin dall’utero.

I benefici e il limite raccomandato

Studi precedenti hanno dimostrato che la presenza di questo inquinante nei cibi è in grado di contribuire a creare danni al livello del sistema nervoso, digestivo e immunitario, con potenziali effetti anche a livello della vista, dei reni e dei polmoni. Queste evidenze hanno spinto le agenzie statunitensi Food and Drug Administration (FDA) e la U.S. Environmental Protection Agency (EPA) a incoraggiare le donne in gravidanza a consumare pesce per un massimo di 3 volte alla settimana, mentre l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha confermato il beneficio del consumo di pesce alle donne in gravidanza per 1-2 volte alla settimana, oltre le quali i rischi si sovrappongono ai benefici.

Effetti sulle femmine

Nello studio pubblicato su JAMA Pediatrics, la correlazione tra obesità infantile e consumo di pesce in gravidanza è stata analizzata attraverso 15 studi clinici effettuati nel corso degli anni, che hanno monitorato un totale di 26mila donne in gravidanza e i loro bambini per un periodo di tempo di due anni, fino a che i piccoli non avevano raggiunto l’età di 6 anni.

Rischio obesità

I risultati hanno mostrato che un consumo di pesce moderato da parte delle donne – fino a 2 volte alla settimana – non sembrava avere alcun effetto sulla crescita dei piccoli, mentre le donne che mangiavano pesce per più di tre volte alla settimana avevano il 22% di rischio in più che il bambino andasse incontro a una crescita troppo rapida nei primi due anni di vita, a un rischio aumentato del 14% che il bambino fosse obeso all’età di 4 anni e il 22% di rischio in più che il piccolo diventasse obeso a 6 anni. Questo effetto è apparso inoltre più pronunciato per le figlie femmine rispetto ai maschi.

Quale pesce

L’autrice della ricerca Leda Chatzi dell’Università di Creta ha sottolineato che le donne in gravidanza non devono assolutamente evitare di mangiare pesce alla luce dell’importanza di questo alimento sullo sviluppo dei bambini. «I nostri risultati indicano che le donne devono aderire alle linee guida correnti sul consumo di pesce» ha spiegato invece la ricercatrice, che consiglia di ampliare le varietà ittiche in tavola, limitando l’assunzione di alcuni pesci predatori come lo sgombro reale, il pesce spada, lo squalo (ad esempio palombo, verdesca, smeriglio) o i pesci di profondità come i Malacanthidae, in quanto particolarmente ricchi di mercurio.

Le corrette quantità

A suscitare perplessità sono però alcune importanti limitazioni presenti nello studio, a partire dal dato sulla quantità di pesce assunto dalle donne ricavato sulle base delle loro stesse dichiarazioni, fino al fatto che la correlazione diretta tra consumo di pesce e la crescita dei bambini non appare chiaramente dimostrata. «È anche possibile che mangiare più pesce in gravidanza sia soltanto un segnale del fatto di mangiare di più e sappiamo che le donne che guadagnano più peso in gravidanza hanno bambini a più alto rischio di essere anch’essi sovrappeso» suggerisce Emily Oken, ricercatrice dell’Università di Harvard non coinvolta nello studio.

Il risultato della ricerca appare in controtendenza rispetto a precedenti studi che hanno dimostrato come gli acidi grassi omega 3 contenuti nel pesce abbiano un effetto benefico contro l’obesità. Il consiglio? Rimane quindi quello di attenersi alla raccomandazioni già note, prediligendo le moltissime varietà di pesce presenti sul nostro mercato che risultano meno a rischio di mercurio.

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