La dipendenza tra i giovani

Il supporto psicologico nei centri specializzati

dipendenze giovaniQuando si è dipendenti da qualcosa? Diagnosticare una dipendenza non è sempre facile, soprattutto se si considera che persone diverse hanno parametri diversi di giudizio, che derivano dal proprio passato, dalla propria educazione e ai dati in proprio possesso.

Un esempio in questo senso sono le reazioni dei genitori quando il figlio adolescente inizia a bere una birra con gli amici nel weekend, ha provato una sigaretta o a fumare della cannabis. La reazione cambia a seconda del background del genitore. Se è stato cresciuto a sua volta in un ambiente poco tollerante verso questo tipo di sostanze, è probabile che si allarmerà e giudicherà il proprio figlio come incline alla dipendenza. Altri genitori, invece, ritengono che siano passaggi tipici dell’adolescenza e che soltanto quando questi si tramutano in un abuso di alcool e droghe leggere bisogna preoccuparsi. In questo caso è consigliabile farsi aiutare da una specialista, come un terapeuta o una psicologo. Milano in questo senso ha ottime strutture che sono pronte ad aiutare i giovani in difficoltà.

Ad ogni modo, prima di preoccuparsi per niente o sottovalutare una situazione potenzialmente pericolosa, è bene chiarire la differenza tra consumo e abuso. Innanzitutto, è necessario tenere conto di alcuni fattori:

  1. quantitativo: ogni quanto l’adolescente consuma alcool o cannabis? E’ una domanda importantissima da farsi. Se nostro figlio torna a casa tutti i weekend ubriaco o poco in sé, è probabile che stia abusando di queste sostanze per mascherare un disagio. Il più comune è il desiderio di compiacere la propria compagnia di amici e di avere una personalità diversa da quella che ha realmente. Sedersi e parlare con lui o lei con calma è importante per capire che cosa lo porta ad assumere questo atteggiamento e aiutare a superarlo;
  2. frequenza: se un genitore si accorge che il proprio figlio o la propria figlia consuma spesso, magari anche più volte al giorno, una certa sostanza, allora è davvero il caso di intervenire, prima che la situazione peggiori drasticamente;
  3. intensità: un bicchiere di vino o un cocktail ogni tanto non fa male e può essere anche un’occasione per ritrovarsi con gli amici durante il tempo libero. Se, però, la tendenza è quella di bere molto di più di quanto sia considerato normale per la loro età, è bene capire che cosa sta succedendo e perché necessita di bere così tanto;
  4. influenza sulla vita sociale e scolastica: se il suo rendimento scolastico cala, se i professori convocano i genitori per ripetute assenze o un coportamento diverso rispetto al solito in classe, se quando esce torna a casa “distrutto”, allora c’è davvero un problema. Il suo futuro potrebbe venire compromesso, perché l’adolescenza è proprio il periodo dove si sviluppano interessi e si inzia a capire quale può essere il posto di un giovane nel mondo. È importante che attraversi questo passaggio e che riesca a risolvere il malessere che lo porta ad abusare di alcune sostanze.

In tutto questo, i genitori non devono agire da soli. Gli amici, i parenti, ma anche il personale scolastico sono tutte figure che hanno a cuore il benessere del loro figlio. È anche consigliabile farsi aiutare da degli specialisti.

 

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