8 alimenti da evitare per combattere il colesterolo

Ecco cosa non portare mai a tavola

come ridurre il colesteroloL’ipercolesterolemia (cioè un colesterolo oltre i 240 mg/dl) interessa il 38% degli italiani, aumentando il fattore di rischio di arteriosclerosie di malattie cardiovascolari (infarto cardiaco, ictus cerebrale). L’aumento
della colesterolemia non è prerogativa solo dell’adulto, ma può verificarsi, soprattutto per motivi genetici, anche nel bambino (la cosiddetta ipercolesterolemia familiare, che conta un caso ogni 500 abitanti.
Un’influenza importante nel controllo dei livelli di colesterolo è svolto dall’alimentazione: infatti la correzione dello stile alimentare, nelle forme lievi, può rappresentare la sola terapia.

8 alimenti da limitare o evitare
Per mantenere sotto controllo il colesterolo, gli esperti suggeriscono di limitare (meglio ancora eliminare):

  1. grassi animali: burro, lardo, strutto, panna;
  2. oli vegetali saturi: palma e cocco;
  3. pasta all’uovo o prodotti da forno confezionati con uova: limitare il consumo di uova intere o tuorli a 2-3 a settimana (compresi i prodotti che le contengono);
  4. frattaglie (fegato, cervello, reni), insaccati a elevato tenore in grassi saturi e colesterolo.
  5. latte e latticini: latte intero, yogurt intero, formaggi a elevato tenore in grassi saturi e colesterolo;
  6. frutta esotica: avocado, noci di cocco;
  7. bevande alcoliche;
  8. caffè: il rapporto tra caffè e colesterolemia spesso dipende dal tipo di miscela e dalla modalità di preparazione. Meglio scegliere la qualità arabica, più pregiata e meno ricca in caffeina, e non superare
    le 3 tazzine al giorno. Non ci sono evidenze che il caffè decaffeinato possa influire favorevolmente sui livelli di colesterolo.

In aiuto
Steroli e stanoli per ridurre il colesterolo nel sangue
Gli studi clinici ormai lo hanno accertato: steroli e stanoli vegetali abbassano il colesterolo totale e il colesterolo LDL, inibendo parzialmente l’assorbimento del colesterolo, aggiungendo il loro effetto benefico a una dieta povera di grassi e/o all’uso di farmaci per abbassare il colesterolo, come le statine. Per ridurre del 10% il colesterolo LDL nel sangue si dovrebbero consumare 2 grammi di steroli o stanoli vegetali al giorno. La riduzione arriverà al 15% se i 2 grammi di steroli o stanoli vegetali sono associati a una dieta salutare per il cuore, povera di grassi saturi. Basandosi su dati epidemiologici, è stato stimato che abbassando del 10% il colesterolo LDL si riduce il rischio di malattie cardiovascolari del 20% nell’arco della vita. Un consumo superiore ai 3 grammi non porta maggiori benefici, mentre può ridurre i livelli di beta-carotene nel sangue. Per questo motivo il Comitato Scientifico sull’Alimentazione della Commissione Europea ha stabilito che fosse prudente evitare assunzioni superiori ai 3 grammi. Gli steroli e stanoli vegetali, infatti, si trovano in natura in piccole quantità in molti frutti, verdure, noci, semi, legumi, oli vegetali e altre fonti vegetali e sono componenti essenziali delle membrane cellulari dei vegetali. Le persone che seguono una tipica dieta occidentale consumano al giorno 20-50 mg di stanoli e 150-400 mg di steroli. A questi bassi livelli queste sostanze hanno un effetto clinicamente insignificante sull’assorbimento di colesterolo.

Aggiunti agli alimenti
Di conseguenza, la Commissione Europea ha autorizzato l’aggiunta di steroli e stanoli vegetali a una varietà di cibi (per esempio grassi da spalmare, condimenti per insalata, latte, latte fermentato, prodotti come
yogurt e formaggi, bevande alla soia e salse piccanti), ammesso che vengano presentati in modo tale da rendere semplice la suddivisione in porzioni che contengano un massimo di 3 grammi (quando se ne
consuma una porzione al giorno) o di 1 grammo (quando se ne consumano 3 porzioni al giorno).

Il contenuto va dichiarato in etichetta
La regolamentazione europea specifica che il contenuto di steroli e stanoli vegetali deve essere chiaramente indicato in etichetta su ciascun prodotto, con una serie di indicazioni sulla sua idoneità al consumo e sul corretto utilizzo: “pensato esclusivamente per coloro che vogliono abbassare il proprio livello di colesterolo nel sangue”; “i pazienti in cura farmacologia ipocolesterolemizzante devono consumare il prodotto solamente sotto controllo medico”; “il prodotto potrebbe non essere nutrizionalmente appropriato per le donne in stato di gravidanza o in allattamento e per i bambini sotto i cinque anni”.

Vera Paggi

Post tratto dal libro Smart Life – Vita, cura di sé, cibo per vivere a lungo e più sani (Skira)

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